COME SI FA?

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Preparazione del terreno

La prima operazione per la creazione di un orto sinergico è larealizzazione di bancali (o aiuole ri alzate) con terreno scavato in loco.

Dopo questa preparazione i l terreno non dovrà più essere lavorato. I bancali costituiscono un elemento fondamentale dell’orto sinergico poiché aiutano ad aerare i l suolo compattato. Il terreno dei bancali non verrà mai più schiacciato e compattato poiché si uti lizzeranno gli appositi passaggi per accedere ad essi .

I bancali possono essere realizzati in forme e dimensioni diverse; l’importante è poter arrivare al loro centro senza rischiare di calpestare il terreno del bancale; se si vuole utilizzare la fertilità spontanea del suolo è indispensabile non compattarlo.

La larghezza consigliata dei bancali è di 120 cm; per la lunghezza non ci sono limiti ma è consigliabi le realizzare dei passaggi ogni 4 – 8 metri ; l’altezza dei bancali va da 10 a 50 cm ma quella ottimale è di 30-40. La larghezza consigliata dei passaggi tra un bancale e l’ altro è di 50-60 cm, in modo da poter passare con una carriola. La forma dei bancali può essere retti linea, curva o a mandala purché si rispettino i rapporti tra larghezza e al tezza dei bancali . Se infatti sono troppo stretti , si accentuano gli sbalzi climatici, si ha meno spazio a disposizione e occorrono più passaggi del necessario. La realizzazione di bancali retti linei risulta in genere più funzionale durante la gestione e i l loro orientamento deve essere fissato tenendo conto della pendenza del terreno e in modo da non ostacolare lo scorrimento superficiale delle acque meteoriche.

Il bancale si prepara con i l terreno del posto e, nel caso in cui questo sia povero di sostanza organica, si può aggiungere compost o letame molto decomposto nello strato superficiale, compensando così la perdita di fertilità dovuta alla lavorazione. Su grande scala i bancali possono essere realizzati anche con gli aratri ma la lavorazione a mano con vanghe e badili è quella più appropriata ed è comunque indispensabile per la rifinitura.

Per sagomare lo strato superficiale, costituito da terra il più possibile fine, è opportuno usare un rastrello.

Per muovere più facilmente la terra dei passaggi è consigliabile effettuare un’aratura (per l’ultima volta) a 20-30 cm di profondità. Nell’anno successivo alla sua realizzazione vi sarà un abbassamento “fisiologico” dell’altezza del bancale a seconda delle dimensioni delle zolle e del tipo di terreno con cui è stato realizzato.

Se l’ orto viene realizzato su una superficie che era precedentemente incolta o un orto biologico si può procedere subito alla semina e al trapianto di piante commestibili.

Qualora invece la superficie interessata fosse precedentemente un campo trattato con prodotti chimici, prima di procedere alla coltivazione di piante commestibili, occorre compiere una o più coltivazioni di piante, come senape, cicoria, trifoglio, che metabolizzeranno i residui tossici contenuti dal terreno e, disgregandosi , forni ranno un apporto di sostanza organica al terreno accelerandone così l’evoluzione. Quando giungeranno al termine del loro ciclo, le piante coltivate devono essere recise alla base, lasciando morire le radici nel terreno e la parte aerea su di esso. In terreni fortemente compattati (ex pascoli intensivi ) o diffusamente colonizzati da rovi, cardi o piante difficili da sradicare come la cannuccia di palude, è necessario un notevole lavoro di scasso e rimozione delle radi ci prima di proceder e alla lavorazione superficiale.

Nel caso in cui sia necessario sradicare alberi o arbusti per realizzare l’orto, le radici possono essere lasciate in terra, così come pure i ceppi se non si riesce a toglierli ; le radici devono invece essere tolte nel caso di eucalipti e conifere.

In terreni fortemente sfruttati e/o erosi , dove la terra è scarsa e non è possibile recuperare la quantità necessaria alla realizzazione dei bancali, è evidente che si dovrà ricorrere ad un apporto dall’esterno di terra e di composto letame già decomposto. Nel primo anno è consigliabile coltivare piante non commestibili che accelerano l‘evoluzione del terreno o piante poco esigenti come cicoria e bietola.

Se la superficie scelta è soggetta a ristagni d’acqua è opportuno piantare nelle vicinanze salici, ontani ed al tre specie che hanno un effetto drenante.

Se non sono già presenti alberi e arbusti attorno all’orto, è opportuno realizzare una siepe tagliavento con specie autoctone adatte al clima e al terreno della zona.

L’orto sinergico può essere realizzato in ogni periodo dell’anno ma la primavera e l’autunno sono preferibili.

Pacciamatura

La pacciamatura dei bancali costituisce uno degli elementi fondamentali  dell’orto sinergico. La pacciamatura è un sostituto artificiale del manto di foglie ed erbe che copre i terreni allo stato naturale ed ha la funzione di:

- proteggere il suolo dal compattamento e dal dilavamento per opera  della pioggia e del vento (o di un’irrigazione non idonea) e dall’azione eccessiva del sole,

- ridurre la perdita di umidità permettendo di risparmiare sull’irrigazione,

- facilitare la colonizzazione e lo sviluppo di lombrichi, della microfauna in generale e di microrganismi nello strato superficiale del terreno,

- proteggere dal gelo le poche specie d’ortaggi che sopravvivono al  freddo,

- controllare la diffusione di specie indesiderate. In primavera occorre “aprire” la pacciamatura soltanto negli spazi dove si procederà alla semina o ai trapianti e ciò si farà uno o due giorni prima, in modo che il suolo possa scaldarsi e usufruire dei raggi del sole. Successivamente la pacciamatura sarà tenuta rada e ben arieggiata finché le piantine non saranno cresciute. Solo quando il calore estivo avrà scaldato il terreno, si intensificherà la pacciamatura con un buono strato che lo proteggerà dal sole cocente, dall’evaporazione e dalla siccità. In autunno il processo di degrado della pacciamatura accelera ed essa si integrerà nel terreno costituendo un compost di superficie. Nel  frattempo i residui aerei delle piante non raccolti, andranno ad aumentare il manto pacciamante per l’inverno.

 

(I testi sono stati ricavati dal manuale “L’Orto Sinergico – lavorare in armonia con la natura”,  del Progetto Città degli Orti, Provincia di Ferrara)

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